
Servi della gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta.
Niente marijuana ne pasticche: noi si assume solo il due di picche.
Servi della gleba in una stanza, anestetizzati da una stronza,
come dei simbolici Big Jim : schiacci il tasto ed esce lo sfaccimm.
(Elio e le storie tese - Italyan, Rum Casusu Çikti - Servi della gleba - 1992)




Eccomi qui, breve note sparse di quello che mi ha colpito in Irlanda, niente di che, ma magari se qualcuno pensa di andarci può trovarle utili.
Guidare a sinistra
Guidare a sinistra non è poi così complicato come immaginavo a casa, dopo i primi 2 minuti di smarrimento in cui si parte ovviamente contromano e dà una pacca terribile col gomito sulla portiera alla propria destra alla ricerca di un cambio che non c’è, ci sia abitua subito alla grande e si va via senza problemi. I problemi si manifestano quando bisogna attraversare la strada a piedi, lì ho rischiato almeno 56 volte di essere arrotato dalla macchine, quella è stata la parte più difficile e anche dopo 20 giorni non mi ci sono abituato e ho continuato ad affidarmi alla fortuna per la mia incolumità.
Sono il meglio che ci può aspettare per un amante del genere, ci vanno persone di tutte le età dal giovane al vecchio sia maschio che femmina, se vuoi da bere vai al bancone a ordinarlo direttamente al barista in quanto il servizio al tavolo non c’è (a meno che non si possa anche mangiare). Normalmente in moltissimi pub in cui sono stato non si mangia , manco un toast, si beve solo al massimo hanno le patatine in sacchetto (ai gusti memorabili di cipolla e formaggio, scampi, bacon). Gli Irlandesi preferiscono sedersi direttamente al banco sugli sgabelli o restare in piedi a chiacchierare con la propria saggia Guinness in mano. Dalle 19-20 in poi si riempiono a dismisura e ogni sera della settimana c’è qualcuno che suona, tradizionale o cover, singolo o gruppo, uno spettacolo veramente. Addirittura in qualche locale puoi andare direttamente con il tuo strumento e aggregarti a suonare con gli altri avventori senza grossi problemi. Ogni pub ha almeno due banconi dotati ognuno delle proprie spine di birra.
Alla partenza i pareri si dividevano in due fazioni, quelli che dicevano che gli irlandesi sono chiusi e non sopportano gli stranieri, specialmente italiani, e chi invece diceva che gli irlandesi sono gente cordiale. Beh dopo 20 giorni e dopo aver girato tutto il Paese da Nord a Sud, da Est a Ovest, vi dico la mia: gli Irlandesi sono dei simpatici buontemponi e sono molto socievoli. Succedeva che uno, che passasse per strada, ci sconsigliasse di sua spontaneità un locale fuori dal quale stavamo leggendo il menù dicendoci:”Not here, bad food!!” e poi continuasse tranquillo per la sua strada, che una vecchietta alla fermata dell’autobus ci dicesse che è appena passato ma di non preoccuparci che in 15 minuti ne sarebbe arrivato un altro, del barista che ci facesse un brindisi da dietro al bancone con la sua pinta di Guinness, di quello che ha fatto spinare una Guinness al Polz senza alcuna nostra richiesta, di un altro che a Belfast ci chiedesse di dove eravamo e alla notizia di essere italiani iniziasse a raccontarci che tutto il locale era opera di artigiani italiani e di leggere qui e la le varie insegne nonostante fosse stracarico di lavoro.
Altra cosa figa è che, soprattutto in campagna, gli Irlandesi ti salutano sempre se passi in macchina o a piedi con il loro saluto tradizionale, il pollice all’insù alla Fonzie.
La Guinness
Credo che chiunque abbia sentito la leggenda metropolitana per cui la Guinness qui sia piuttosto detestabile, mentre in Irlanda sia tutta un’altra cosa. Bene non posso che confermare la cosa al 100x100, ho provato la Guinness qui prima di partire e l’ho trovata pessima, un gusto tropo forte di me, quasi interamente al gusto di liquirizia affumicata. Lì è veramente un altro mondo il gusto di liquirizia è solo un piccolo retrogusto che si sentirà al 2% e che gli da quel gusto in più. Qualcosa di buono devo dire la bevevo sempre volentieri, anche se la mia preferita era un’altra Stout (nome delle birre scure), ossia la Murphy’s.
Il fondo stradale tutto sommato me lo aspettavo peggio, a parte nella regione del Connemara dove il lato della strada è una buca continua che ha fatto saltare la convergenza della gomme della povera Micra che ci scorrazzava attraverso il Paese per più di 3500km. Le strade sono comunque stretta, una corsia per senso di marcia separati dalla linea bianca, dentro le quali la macchina ci sta appena e dove vige il mitico limite di velocità dei 100km/h. Le strade irlandesi hanno la peculiarità di essere ricche di dossi, distinguibili in due categorie: i dossi invisibili e quelli con sorpresa. I primi sono praticamente mimetici con la strada e ti accorgi di averli presi quando ormai sei in volo meglio del superboost di supercar o degli inseguimenti sulle strada di Los Angeles di Miami Vice o dei Chips, i secondi invece sono i migliori, non ti mostrano la strada dietro di essi e simpaticamente 2 volte su tre dietro ti aspetta una curva secca a gomito mentre te sborone stai passando ai 100 all’ora. Il best delle strade irlandesi però lo dà la segnaletica stradale messa tecnicamente “alla cazzo di cane” per cui senza la cartina e una buona dose di culo non arriverai mai alla meta prefissata :D.
...E intanto il tempo passa
e non gli frega niente
di te che sopravvivi come un deficiente
...E intanto il tempo passa
svelto e indifferente...
lo vedi andare via...
lo vedi fuggire via
(Negrita - XXX - E intanto il tempo passa 1997)

